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La leggenda dell’albero d’oro

Itinerario:

Scritto il da Maria Chiara Ferraù

Sarà mai esistito un albero d’oro in pieno centro a Genova? Probabilmente no, ma di sicuro ancora oggi esiste la via dell’albero d’oro. Si tratta di una piccola via alberata che porta all’entrata di Villa Imperiale.

La storia del nome di questa via è legata ad una leggenda popolare molto affascinante che, come tutte le storie che si rispettino, porta con sé anche una morale.

In antichità la zona di San Fruttuoso, dove si trova oggi la via dell’Albero d’oro era ricca di alberi, foreste e campi ed era di proprietà di un nobile del tempo. Un nobile con il vizio del gioco, in particolare del gioco dei dadi.

La storia racconta che il nobile perse tutti i suoi possedimenti, a parte un albero di alloro che si trovava nel piccolo lotto di terra rimastogli. E proprio quell’albero di alloro venne giocato nell’ultimo lancio di dadi. In quel momento la fortuna girò e sempre giocandosi l’albero, il nobile si risollevò e recuperò tutti i suoi averi. Grazie al quel piccolo e “povero” albero d’alloro il nobile aveva recuperato soldi e dignità.

L’albero di alloro nella zona di San Fruttuoso rimase in piedi fino agli anni Ottanta quando venne tagliato perché malato, ma al suo posto venne piantato un altro albero più giovane per ricordare l’insegnamento della storia popolare: anche qualcosa che non è lussuosa o costosa può essere “ricca”. La ricchezza, infatti, sta nelle cose umili, semplici e poco appariscenti, come quel piccolo umile albero che salvò il nobile.

Una seconda leggenda racconta la vicenda di un ladro che, scappando per via Torti, ormai braccato dalla polizia, si vide costretto a lanciare il suo sacchetto pieno di monete d’oro proprio su quell’albero di alloro. La sua idea era quella di mettere in salvo il bottino e poi recuperarlo. Il ladro non riuscì a tornare mai indietro e il sacchetto di monete d’oro rimasto sull’albero con il tempo si consumò e i passanti iniziarono a trovare per terra delle monete d’oro che piano piano cadevano dalla pianta. Con il passare dei giorni si scoprì la verità e il sacco di monete, o meglio ciò che ne rimase, venne recuperato dalle autorità.

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