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Liguria, terra di papi e navigatori

Scritto il da Maria Chiara Ferraù

Regione:

“Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi”

(Eugenio Montale)

Una lingua di terra a forma di mezzaluna, un piccolo gioiello incastonato fra le Alpi e il mare. Un territorio costellato per lo più da piccoli e medi centri abitati, a parte la città di Genova, il cui centro storico è il più grande d’Europa.

E’ questa la Liguria, una delle più piccole regioni italiane, terra di navigatori, Santi, ben 9 papi, patria del pesto e della farinata. Una terra ricca di storia, cultura, tradizioni, tra cui non possono mancare le storie delle streghe come quelle di Triora e, ancora, il principato di Seborga, la patria dei jeans e la riviera dei fiori. Storie di fantasmi e draghi fanno parte della tradizione orale di questo popolo che, antichissimo, un tempo era stanziato non solo nell’attuale Liguria, ma anche in altri territori oggi di altre regioni italiane o della Francia. Oggi un ligure che parla il dialetto si troverebbe a casa in Corsica.

Genova, capoluogo ligure, fu una delle prime città ad accogliere il cristianesimo predicato, secondo tradizione, dai Santi Nazario e Celso a cui sono dedicate numerose chiese sparse sul territorio.

Genova fu anche protagonista delle tre guerre puniche. Durante la prima alleata con i Cartaginesi e nella seconda, invece, di Roma e questo le provocò un terribile castigo da parte del generale Magone che fece distruggere la città. Da qui la frase “Me ven o Magòn” che ha poi assunto il significato di “mi viene da piangere, mi viene il magone”. Nella terza guerra punica Genova mandò le navi a trasportare in Africa, nei pressi di Cartagine, l’esercito romano comandato da Scipione l’Africano che distrusse totalmente la città.

Genova fu protagonista anche delle Crociate. Goffredo di Buglione, duca francese, chiese e ottenne dopo la conquista di Gerusalemme il “sacro catino”, che si riteneva fosse servito a Gesù durante l’ultima cena e che si trova ancora oggi nella cattedrale genovese nel tesoro di San Lorenzo.

Il capoluogo ligure, città marinara insieme a Venezia, Amalfi e Pisa, fu anche un centro molto ricco grazie anche soprattutto al commercio via mare. A metà dell’anno 1000 i nobili con il denaro, il popolo con gli uomini, danno vita alle Compagne, delle società dedite al commercio per mare.

Il popolo ligure è da sempre stato capace di sopportare grandi trasformazioni e soprattutto difendere il suo territorio. Come successe intorno al 1158 d.C. quando Federico I di Svevia, per avere uno sbocco sul Mediterraneo, aveva convocato le città lombarde e i genovesi. Barbarossa aveva minacciato di radere al suolo Milano se non si fosse sottomessa al suo potere e aveva intenzione anche di conquistare la Sicilia. I genovesi non si perdettero d’animo e nel giro di due mesi, lavorando giorno e notte, giovani, anziani, donne e bambini costruirono delle fortificazioni nuove che inglobavano tutto il centro abitato. In quel frangente, inoltre, i genovesi inviarono in Sicilia degli ambasciatori per informare il re dell’intenzione di Barbarossa e per offrirgli l’aiuto della Repubblica. In cambio il Re di Sicilia offrì a Genova privilegi e franchigie per il suo commercio. Barbarossa mise da parte le sue mire espansionistiche e chiese però a Genova di essergli fedele perché a capo dell’antico impero romano, ma senza obbligo di fornirgli uomini o denaro.

Genova vista dall’alto

La Liguria ovviamente non è solo Genova. E’ il mare con le rinomate località delle Cinque terre, ma anche i piccoli borghi marinari con i caratteristici porticcioli. E’ il santuario dei cetacei al largo delle coste, è i monti a picco sul mare, i percorsi naturalistici immersi nel verde che offrono scorci meravigliosi che nulla hanno da invidiare alle più rinomate località turistiche italiane e non. La Liguria è anche grotte, sepolture antiche e tanta cultura e arte, come quella concentrata in via Garibaldi a Genova con i suoi antichi palazzi diventati patrimonio culturale mondiale dell’Unesco.  

La Liguria è anche terra di musicisti e artisti di tutti i tempi. Fra loro, solo per citarne alcuni: Niccolò Paganini, Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Francesco Baccini, i Matia Bazar, i New Trolls o i Ricchi e Poveri.

Un posto importante in Liguria, come in tutte le regioni italiane, è occupato dal cibo. In particolare, la Liguria è la patria del pesto che impreziosisce tanti piatti. Ma non bisogna dimenticare la panissa, la farinata, la focaccia al formaggio di Recco o i pansotti al sugo di noci.

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